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| 28-02-2006 |
| Cinema Massimo: Bersani non risparmia battute |
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Con i suoi tipici toni pacati e un?ironia dall?accento romagnolo, l?On Pierluigi Bersani ha scaldato la stracolma platea del cinema Massimo, dove gli aquilani sono accorsi numerosi per partecipare al dibattito ?Dal programma per l?Italia al progetto per L?Aquila?, organizzato dalla federazione aquilana dei DS in appoggio alle candidature degli Onorevoli Giovanni Lolli per il senato, lista DS e Massimo Cialente per la camera con la lista dell?Ulivo.
Poco prima, in una saletta nell?antistante Grand Hotel, Bersani si era intrattenuto con una folta rappresentanza dei lavoratori del polo elettronico aquilano che gli hanno reso il drammatico punto della situazione delle varie vertenze industriali in atto. Non ha dispensato illusioni n? promesse l?Onorevole, il quale molto pragmaticamente, dopo aver raccolto l?amarezza di chi da anni impugna megafoni e striscioni senza portare a casa nulla, ha evidenziato come molto ci sia da fare per resuscitare i territori penalizzati dalla politica industriale del governo di centro-destra, ma che non tutto ? ancora perduto. La soluzione passa per l?individuazione di aree ad alta vocazione industriale e per una fedelt? verso queste zone in termini di investimenti e nuove iniziative, nel tecnologico, nelle infrastrutturazioni e nei servizi, e nell?utilizzo anche dei vecchi strumenti legislativi esistenti, come la legge 181. ?Il compito del governo ? quello di favorire le condizioni ideali?- ha detto - ?perch? il gatto mangi il topo? e il centrosinistra ha questa determinazione nel suo programma.
Dentro il cinema Massimo, mezz?ora di riflessioni su come recuperare il terreno perduto, grazie alla deriva berlusconiana degli ultimi anni, prima di partire per Roma chiamato da Giovanni Floris a partecipare alla sua ?Ballar??. Ha rispolverato il ?criterio Zanicchi?, quello con cui la cantante-presentatrice sponsorizz? cinque anni fa il futuro Premier con la logica del ?proviamolo e se non va cambiamolo?. Ora ? tempo infatti di cambiarlo visti i numeri infausti dell?economia con un PIL che perde punti come su un piano inclinato e di contro un?inflazione che in barba a tutte le leggi natural-economiche sale invece di scendere. Si ? creata una forbice drammatica fra chi meno ha e la classe benestante a causa di un inserimento dell?Euro fatto da criminali che hanno consentito speculazioni ai danni della gente. Bersani non ha mancato di rilevare l?atteggiamento paranoico-persecutorio di Silvio Berlusconi che da una parte nega i problemi del Paese e dall?altra li addossa al nemico di turno: i comunisti, i magistrati, i sindacati eccetera, non risparmiando beffarda ilarit? neppure ai cassintegrati.
Le Camere hanno visto il fermento e la partecipazione politica del centro-destra solo per leggi che cancellavano processi, approvavano condoni, si occupavano di spot, assicurazioni, decoder convertitori per l?euro(anche quelli ce li ha venduti il Cavaliere) fino ad una legge elettorale che rompe il rapporto fra politica e territorio. Una legge da smontare, cos? come quella sulla giustizia e le riforme Moratti e Biagi. Il patto, ha rimarcato Bersani, il centro-sinistra lo ha fatto non davanti a Bruno vespa, ma a quattro milioni di persone che hanno partecipato alle primarie . Un patto per una politica fiscale pi? equa, per un mondo del lavoro meno precario, per consentire ai giovani di farsi una famiglia. ?Abbiamo scelto Prodi per farlo? ? ha concluso Bersani ? ? una persona che conosce i problemi della gente, mentre Berlusconi parla sempre pi? come un miliardario fuori dal mondo.?
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