18-01-2007
Metro, non si chieda un centesimo agli aquilani!





Vi assicuro che non c?? alcuna soddisfazione nel dire ?ve lo avevo detto? quando il danno ? fatto alla propria citt? e mentre la si guarda dondolare sull?orlo del baratro, per colpa di dilettanti allo sbaraglio che giocano con costosissimi trenini, invece di amministrare responsabilmente. Di fronte a tale danno, ? insignificante persino la soddisfazione dell?autogol elettoralistico di un?amministrazione che strazia i propri bilanci a nostre spese. Lo dico amaramente.
Ci spieghi Tempesta, cos? parco di comunicati stampa se non umoristici o frivoli, ma non avvezzo alla trasparenza, come sia stato possibile progettare la metropolitana di superficie con tanti errori (?); in assenza di strumenti di riferimento e interconnessi, senza nemmeno un?idea di piano della mobilit?, della gestione, delle analisi economiche e finanziarie.
Spaventano i problemi tecnici probabilmente insolubili nella progettazione e messa in opera degli stessi vagoni, che a Padova hanno portato alla sospensione dell?esercizio. Preoccupa il contenzioso da 3,7 milioni, richiesti e gi? concordati col concessionario e, non ultima, la procedura d?infrazione europea tuttora in corso.
Tutto questo ? avvenuto senza controllo alcuno da parte del governo di Berlusconi e nonostante gli innumerevoli allarmi lanciati da me, dal gruppo consiliare e dal comitato cittadino. Ora sar? l?attuale governo a doversi far carico delle conseguenze.
Spero che almeno questo mio ultimo ed ennesimo invito venga preso in considerazione dal Comune: ? ora pi? che mai urgente partecipare ad un tavolo con tutti i ministeri coinvolti per cercare il bandolo di questa intricatissima matassa che rischia di strangolare i cittadini aquilani, affinch? questi non vengano chiamati a cacciare neppure un centesimo per pagare i cocci dell?avventurismo della Giunta Tempesta.
C?? ormai un certo sadismo da parte di tutti nel pretendere la soluzione dal cilindro nei programmi elettorali, mentre l?amministrazione in carica non sa pi? che pesci prendere. Il Comune da solo ormai pu? fare poco, incartato com?? nel garbuglio burocratico e legale.
Sono arrabbiato per essere rimasto inascoltato quando comunicai che il Sottosegretario ai Beni Culturali Bono mi anticip? dei veti al passaggio su via Roma. Era l?ottobre 2005. Ulteriore conferma arriv? in una interrogazione del gennaio 2006. Molto si sarebbe potuto risparmiare, sia sugli esorbitanti costi dei lavori su via Roma, che allora non erano ancora cominciati, sia in termini di sofferenza per i commercianti della stessa strada.
E? vero che ormai questa giunta verr? cacciata a maggio prossimo, ma chiedendo subito la convocazione del tavolo interministeriale, al quale ha il dovere di partecipare il Comune, si potranno risparmiare mesi preziosi e danni ulteriori a tutti, favorevoli e contrari all?opera.
On.Massimo Cialente



 
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